UNIVERSIADI IN TURCHIA
IL CAVALLO DI TROIA RITORNA IN VITA

Vincenzo Ametrano


Inizio Agosto
In redazione c’era un caldo da morire nonostante i condizionatori a manetta (l’ho detto all’editore di trasferirci al mare, ma non ci sente… eppoi dice che non è più di moda) e si faceva una gran fatica pure a rispondere al telefono che squillava.

Dall’altra parte della cornetta c’era Paolo Buroni: « tra due giorni partiamo per la Turchia perché dobbiamo realizzare una installazione che sulla carta sembra essere splendida. Se hai voglia si trovano ancora biglietti low cost e in un paio di giorni potresti essere di ritorno a casa. Che dici? »
E’ stato un attimo. Sono sicuro di aver visto la Madonna di Medjugorje (si, lo so che Medjugorje è in Bosnia Erzegovina e non in Turchia, ma con quel caldo…) che annuiva col capo, e senza pensarci gli ho detto che stavo spegnendo il computer e mi organizzavo.

Come promesso da Paolo, poco più di 48 ore dopo eravamo a Izmir, una splendida cittadina a circa 350 Km dal confine greco, affacciata sul Mar Egeo, giusto di fronte alle isole egee (appunto) che molto hanno contribuito nel rendere turisticamente famosa la Grecia. Ma da questa parte la storia e gli uomini hanno scelto un’altra strada.
Lo scenario nel quale si svolgerà la manifestazione è quello dello stadio Atatürk completamente rinnovato per l’occasione.
L’evento per cui siamo qui sono l’Universiadi che la Turchia ha deciso di inaugurare con una cerimonia d’apertura che per imponenza è paragonabile a quella di un’olimpiade: 1200 figuranti, tra cui 800 ballerini che hanno rappresentato 15 coreografie affidate al disegno di altrettanti coreografi. Velieri in grandezza naturale che entrano in scena ed un’enorme cavallo di troia contenete oltre 30 persone, trascinato a mano al centro del campo da un centinaio di comparse con enormi funi dando l’emozionante illusione dei tempi passati.
Lo stadio di Atatürk, privo di copertura può contenere fino 40.000 spettatori, e per questa occasione è stato circondato da massicce misure di sicurezza per la paura più presente che mai di attentati. Qui infatti oltre ai problemi con il terrorismo internazionale c’è anche l’irrisolta questione curda che contribuisce ad alimentare ulteriormente una sensazione di pericolo che gli abitanti vivono quotidianamente.
Nonostante fossimo tutti muniti di pass speciali che visualizzano i motivi della nostra presenza e il nostro ruolo, le misure di sicurezza sono così stringenti da lasciarci fuori dallo stadio per ore, assieme a tutta l’equipe di controllo luci e scenografie. Comunque, fortunatamente tutto si svolge senza incidenti di sorta e le autorità Turche portano a termine questa importante manifestazione con grande efficienza conseguendo un ottimo risultato in termini di immagine, soprattutto a livello internazionale anche perchè l’evento veniva trasmesso in Mondovisione.
L’idea di rendere ‘grande’ la cerimonia d’apertura si è espressa anche nelle strutture tecniche , in particolare nell’illuminazione e nell’apparato scenografico, che erano proprio fuori dal comune.
Soprattutto spiccavano due enormi torri alte 50 metri piantate all’esterno, ai due lati dello stadio. Non avendo lo stadio copertura, era necessario trovare una soluzione per appendere gli apparati scenografici e di illuminazione senza ingombrare il campo.
Così sono state realizzate queste due torri che tramite due funi di 150 metri di lunghezza sorreggevano due americane di 80 mt cadauna sospese a trenta metri sopra il centro del campo.

L’apparato scenografico era basato su tre tipologie principali di proiettori:
-140 Space Cannon a testa mobile posizionanti su tutta la circonferenza dello stadio per gli effetti luminosi.
- 20 illuminatori architetturali della P.R. per gli effetti di colore a bordo campo e sugli spalti.
- 12 proiettori STARK Revolution a testa mobile installati sulle due americane descritte prima per la proiezione di immagini sul terreno di gioco.
- 12 proiettori spot 1200 della P.R. installati sempre sulle due americane assieme agli Stark per gli effetti sulle coreografie.

Data l’enorme quantità di energia necessaria sono stati installati ben 20 gruppi elettrogeni attorno al perimetro esterno dello stadio.
L’allestimento, considerato uno dei più grandi mai realizzati in Turchia, è stato fornito ed installato dalla Focus di Istanbul e seguito direttamente dal proprietario Mr. Cenk, con la supervisione ed il layout di Buroni.,
La Focus è tra l’altro distributrice in Turchia dei proiettori Stark e Space cannon. Gli operatori della Focus hanno gestito con grande professionalità e impegno, attraverso tre Grand MA separatamente gli Space Cannon, gli effetti colore, e gli Stark.
L’evento ha raccontato la storia e la mitologia della nascita della Turchia rappresentando e sottolineando i momenti storici più significativi con grande spettacolarità ed emozione. Gli space Cannon hanno incorniciato con gli spettacolari fasci colorati l’intero stadio creando grandi effetti a tempo di musica, mentre gli Stark hanno proiettato 90 quadri scenografici sulla superficie del campo da gioco (ricoperta con un enorme soppalco) e trasformata in schermo. La scelta è caduta inevitabilmente sul Revolution per poter collimare e mettere a fuoco a distanza le immagini. Operazione che sarebbe stata altrimenti impossibile dato il tipo di installazione. Basti pensare che la discesa di una delle americane dai trenta metri di altezza richiedeva circa 30 minuti di tempo!

La spettacolarità delle proiezioni era veramente grande, e sebbene avessi vissuto le prove insieme agli altri tecnici e conoscessi già lo spettacolo, l’emozione vissuta durante la cerimonia non è descrivibile. Con tutte le comparse in costume e lo stadio gremito di gente proveniente da tutto il mondo che faceva ‘ohhh’ come i bambini di Povia ad ogni cambio scena, era impossibile non rimanere rapiti dalla spettacolarità e dalla bellezza di quell’enorme quadro vivente.

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